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Bruxismo sintomi da non sottovalutare

14 Lug 2020

Il bruxismo è una condizione abbastanza frequente, sia tra gli adulti che tra i bambini. Consiste nel digrignare i denti, soprattutto durante le ore del sonno. Sfregando frequentemente o stringendo con forza l’arcata superiore contro quella inferiore si può andare incontro a diversi disturbi, primo fra tutti l’usura dei denti stessi. 

Vediamo allora come e perché si manifesta questo disturbo, a quali sintomi porre particolare attenzione e quali trattamenti vengono usati in odontoiatria. 

 

Bruxismo sintomi e cause 

Il bruxismo si manifesta soprattutto durante il sonno, per questo il più delle volte ad accorgersi del disturbo non è il diretto interessato, ma chi gli sta accanto durante la notte. 

Ad accorgersi del bruxismo è spesso anche il dentista durante un normale controllo, osservando sui denti i segni lasciati dal digrignamento

Chi soffre di bruxismo al risveglio può avvertire una certa difficoltà ad aprire la bocca. Altri sintomi riguardano l’ipersensibilità dei denti al caldo e al freddo, fastidi cronici alla mandibola e dolori cervicali. Il bruxismo può provocare anche vertigini, difficoltà di deglutizione, pressione nelle orecchie e mal di testa.

Sulle cause del bruxismo intervengono diversi fattori, in primis l’ansia e lo stress. Ma anche disturbi del sonno, malocclusione dentale (disallineamento delle arcate), contrazioni muscolari o malattie neurodegenerative. Nei bambini il digrignamento notturno dei denti può essere dovuto al tentativo involontario di alleviare un’otite o un mal di denti. 

 

Conseguenze del bruxismo

Se non trattato in modo adeguato il bruxismo può causare ulteriori disturbi e fastidi ai quali occorre porre rimedio: 

  • microfratture, consunzione e lesioni ai denti 
  • perdita dello strato di smalto 
  • aumento della sensibilità dei denti 
  • recessione delle gengive con conseguente mobilità del dente
  • dolori alla mascella, alle orecchie e ai muscoli della testa
  • emicrania cronica.

Con il bruxismo anche la qualità del sonno viene compromesso, con ricadute sul benessere generale e sull’umore della persona. Per questo, è necessaria quanto prima una valutazione odontoiatrica del problema per formulare la corretta diagnosi ed intervenire con un adeguato trattamento correttivo. 

 

Come si tratta il bruxismo

Il metodo più comunemente impiegato per trattare casi di bruxismo riguarda l’utilizzo di un bite dentale durante la notte. Il bite è una mascherina in resina acrilica realizzata su misura. Esistono anche modelli di bite cosiddetti automodellanti, perché una volta posizionati la termoplastica in resina in cui sono realizzati, si adatta all’impronta dentale di chi lo indossa. 

Il bite viene dunque posto tra le due arcate per un periodo di tempo indicato dall’odontoiatra, e la sua funzione è quella di proteggere i denti dall’abrasione. Serve però una diagnosi attenta dell’abrasione perché se l’usura fosse causata non da digrignamento ma da erosione chimica (acidi gastrici, nel caso ad esempio di reflusso gastrico-esofageo) l’utilizzo del bite non è indicato. 

Se alla base del disturbo c’è una condizione di particolare stress evidenziata dal paziente stesso, si possono anche indicare tecniche di psicoterapia per alleviare episodi di ansia e stress che si ripercuotono sulla qualità della vita e del riposo e che possono comportare anche serie conseguenze sulla salute cardiovascolare. 

Se sospetti di soffrire di bruxismo, contatta Progetto Sorriso. I nostri specialisti sapranno valutare attentamente la tua situazione e indicarti il trattamento più adeguato. 

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