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Come lo stress favorisce la progressione della malattia parodontale

7 Giu 2022

Stai vivendo un periodo stressante e hai male alle gengive? Potrebbe trattarsi di gengivite da stress! L’ansia e il nervosismo sono infatti dannosi anche per la salute dentale. Scopriamo quali fattori permettono allo stress di incidere sulla salute delle nostre gengive e come prevenirlo.

 

Stress e salute delle gengive

Secondo alcuni studi scientifici*, lo stress, come il fumo e l’obesità, è da considerarsi tra i possibili fattori di rischio che determinano l’insorgere della gengivite, che proprio per questo prende il nome di “gengivite da stress”. Come questo avvenga e in che modo lo stress influisca esattamente sul parodonto, tuttavia, non è del tutto chiaro.  

Sappiamo però che lo stress aumenta i livelli di cortisolo nell’organismo e abbassa le nostre difese immunitarie, rendendo anche la salute della bocca più vulnerabile. 

La gengivite da stress è correlabile non solo agli effetti per così diretti, ma anche a quelli indiretti dello stress psicologico, ovvero quelli dovuti ai cambiamenti del comportamento e dello stile di vita che possono occorrere quando si è sotto stress, come ad esempio: la scarsa igiene orale che può portare all’aumento di depositi di placca batterica e tartaro coinvolti nell’infiammazione gengivale, cattiva alimentazione, poca attività fisica, aumento del consumo di alcol o fumo e disturbi del sonno. Tutti fattori che aumentano la probabilità di sviluppare problemi alle gengive. 

 

Pandemia, aumento dello stress e delle gengiviti

Secondo la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, anche lo stress collettivo tipico dei periodi storici segnati da grandi problemi sociali, come disastri ambientali o guerre, incide nell’aumento dei problemi gengivali. Si calcola che in queste situazioni almeno un soggetto su tre tenda ad accusare stress, disturbi ansiosi, depressione e insonnia, mentre nei periodi storici normali questi disturbi interessano solo il 3-4% della popolazione.


In modo analogo, ciò è avvenuto anche con la recente pandemia, periodo che è stato caratterizzato a livello globale da alti livelli di stress e stati di ansia diffusi nella popolazione. Anche in Italia, soprattutto durante il primo trimestre del lockdown, c’è stato un aumento dei livelli di stress e di problemi gengivali ad esso connessi. Anche in questo caso sono le cause indirette collegate allo stress che hanno inciso nell’aumento dei problemi gengivali, come il deterioramento degli stili di vita, il maggior numero di sigarette fumate, fattori che vanno a sommarsi alla mancanza di controllo e prevenzione dovuta alla chiusura dei servizi odontoiatrici durante i primi mesi del 2020.  

 

Effetti dello stress sulla salute della bocca

Per comprendere se lo stress stia influendo sulla salute dei nostri denti, ci sono segnali che non andrebbero sottovalutati per prevenire l’insorgere di problematiche gengivali. Tra i più comuni campanelli di allarme: 

  1. Digrignamento: definito anche “bruxismo”, ovvero l’atto involontario di stringere i denti in modo abitudinario durante la notte, causando col tempo problemi di usura dei denti;
  2. Sanguinamento gengivale: le infiammazioni ai tessuti gengivali segnalate dal sanguinamento gengivale non vanno mai sottovalutate in quanto comportano il rischio di malattie come la parodontite.
  3. Alitosi: anche l’alito può risentire di una situazione di stress, spesso collegato ai processi digestivi;
  4. Morsi alla guancia: spesso tale comportamento risulta involontario, ma è in realtà frutto di nervosismo oppure di una masticazione frettolosa. Se avviene ripetutamente a lungo andare può infiammare i tessuti e creare altri problemi nella bocca;

Ricordiamo che dopo un’eventuale autovalutazione, è molto importante avere un’analisi accurata da parte del proprio dentista di fiducia, ancor meglio se parodontologo: il dentista specializzato nella prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie parodontali. 

 

Come prevenire la gengivite da stress

 

Per migliorare il benessere mentale e fisico è necessario mettere in pratica azioni che mirino ad uno stile di vita più equilibrato. Lo stesso vale per la prevenzione della gengivite da stress e più in generale per mantenere in buona salute il cavo orale. Questo concretamente significa: 

  • Avere un consumo moderato di (o eliminare del tutto) alcol e caffè: sono sostanze che incidono molto sui livelli di stress, oltre che sulla salute della bocca: il caffè danneggia lo smalto e l’alcol invece, essendo ricco di zuccheri, a lungo andare può causare un indebolimento del parodonto.
  • Aumentare la qualità del sonno: per dormire di più (in media sono consigliate almeno 7 ore) e bene bisogna cercare di adottare una routine del sonno, mangiare in modo leggero, evitare sostanze stimolanti prima di andare a letto, creare un ambiente adeguato al riposo e dedicarsi ad attività rilassanti nell’ora precedente all’andare a letto.
  • Adottare buone abitudini alimentari: evitare cibi elaborati o da fast food e cercare di arricchire la propria dieta con frutta e verdura di stagione. Il benessere fisico e mentale è collegato anche ad una corretta digestione e concedersi dei piatti equilibrati, mangiando lentamente, è un buon punto di partenza per contrastare lo stress.
  • Ridurre o eliminare il fumo: la nicotina ha un effetto vasocostrittore, ovvero riduce le quantità di sangue e ossigeno a disposizione del parodonto.
    Un minore apporto di ossigeno si traduce in ridotte capacità rigenerative dei tessuti gengivali, quindi in sostanza può creare diverse problematiche dentali;
  • Rimanere in movimento: fare sport, o attività fisica, favorisce la produzione di ormoni quali la serotonina e le endorfine che neutralizzano quelli dello stress.

Seguendo questi consigli, assieme a una regolare cura dell’igiene orale, è possibile  prevenire con più efficacia i disturbi gengivali dovuti allo stress. 

Se vuoi ricevere altri consigli per il benessere dei tuoi denti, vieni a trovarci nel nostro studio medico e dentale a Caldonazzo, siamo specializzati nelle cure parodontali. 

 

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Fonti: