Blog

Notizie e novità

La rivoluzione della profilassi dentale si chiama GBT

5 Ago 2020

I primi protocolli clinici sulla profilassi dentale risalgono agli anni ‘70. Negli anni gli strumenti e i materiali si sono gradualmente innovati e migliorati, ma nel caso della Guided Biofilm Therapy (GBT) possiamo parlare di una vera e propria rivoluzione nel campo dell’igiene dentale professionale e della profilassi. Vediamo perché. 

 

Il biofilm orale e i rischi per la salute 

Prima di introdurre la Guided Biofilm Therapy è utile chiarire cos’è il biofilm orale e perché è importante tenerlo monitorato. Il biofilm orale è una sottile pellicola che si forma sui denti, fatta di microrganismi che si “organizzano” per vivere in colonie all’interno della nostra bocca.

Così facendo, questi batteri riescono a riprodursi più facilmente e a resistere alla penetrazione delle cellule del nostro sistema immunitario o ai farmaci. 

Anche la placca batterica è un esempio di biofilm, ed è la principale causa di carie, infezioni alle gengive (parodontite) e ai tessuti che circondano gli impianti dentali. 

La parodontite, se trascurata può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari e respiratorie, artrite o diabete. Per questo è fondamentale tenere sempre sotto controllo il biofilm, con un’adeguata igiene orale quotidiana, combinata con interventi di igiene professionali. 

 

Cos’è la Guided Biofilm Therapy? 

La Guided Biofilm Therapy, ossia la Terapia Guidata dal Biofilm, è una nuova soluzione nell’igiene orale professionale che ha rivoluzionato l’odontoiatria preventiva. È un protocollo di trattamenti di profilassi dentale per la rimozione del biofilm dai denti, tessuti molli e impianti, che combina l’uso di diverse tecnologie all’avanguardia come AIRFLOW®, PERIOFLOW® e PIEZON®.

Il nome Guided Biofilm Therapy indica che durante le procedure di igiene dentale, il medico viene guidato dalla localizzazione del biofilm. 

 

Le fasi della terapia

Questa terapia si basa dunque su un approccio diagnostico mirato e si sviluppa in otto fasi: 

  1. Diagnosi: valutazione preliminare della salute dei denti.
  2. Identificazione: localizzazione del biofilm con il rilevatore di placca, cioè una soluzione colorante che evidenzia la presenza del biofilm, anche quello non è visibile ad occhio nudo. Rendere visibile il biofilm permette di rimuoverlo più velocemente.
  3. Motivazione: educazione alla prevenzione, con informazioni pratiche per l’igiene orale domestica.
  4. AIRFLOW®: rimozione biofilm, macchie e tartaro di recente formazione a livello sopragengivale e sottogengivale fino a 4 mm mediante AIRFLOW® PLUS 14 μm, una polvere a base di eritritolo che risulta più delicata. Rimozione del biofilm anche da lingua e palato. 
  5. PERIOFLOW®: rimozione del  biofilm in tasche profonde fino a 9mm, con il nuovo ugello Perioflow® più sottile e con misuratore di profondità. 
  6. PIEZON®: rimozione del tartaro residuo con strumenti minimamente invasivi. Qualora necessario tale operazione viene seguita da un debridement con strumenti piezoceramici PS PIEZON® NO PAIN, appositamente studiati per azzerare il dolore. 
  7. Controllo: verifica della qualità del trattamento eseguito, assicurando che il tartaro sia stato completamente rimosso, e diagnosi accurata di eventuali carie. 
  8. Richiamo: si valuta insieme al paziente la frequenza dei richiami secondo la valutazione del rischio. 

 

Frutto di studi scientifici e raccomandata a livello internazionale

Tale protocollo è stato messo a punto dalla società Svizzera EMS in collaborazione con esperti parodontologi, specialisti nella cura della carie e igienisti dentali. La sua efficacia è comprovata da diversi studi scientifici. Segue inoltre le raccomandazioni della Federazione Europea di Parodontologia EFP in termini di PMPR (Professional Mechanical Plaque Removal) e OHI, (Oral Hygiene Instructions).

 

Perché è più efficace della profilassi dentale normale? 

La profilassi dentale fino ad oggi prevede come procedura standard la rimozione del calcolo con ablatori e strumenti manuali e la lucidatura con spazzolini e coppette di gomma rotanti. Per alcuni pazienti, soprattutto per chi ha le gengive sensibili, questa procedura può rivelarsi molto dolorosa e invasiva. L’esperienza negativa porta questi pazienti a rinunciare alle sedute successive. 

Con le manovre manuali alcune zone sono difficili da raggiungere e questo comporta il coinvolgimento meccanico delle gengive. Secondo uno studio condotto dall’organizzazione tedesca Stiftung Warentest, inoltre, la profilassi tradizionale arriva a rimuovere soltanto il 50% del biofilm dalle aree difficili da raggiungere.

Senza contare che gli strumenti tradizionali possono graffiare la superficie dei denti o degli impianti. La Guided Biofilm Therapy invece grazie alla localizzazione precisa del biofilm e grazie all’impiego di metodi e strumenti decisamente meno invasivi, garantisce al paziente un maggiore comfort durante il trattamento. Riduce infatti l’impiego di strumentazione meccanica e a ultrasuoni. È sicura, efficace e delicata su denti, tessuti molli, impianti e restauri.

La GBT è indicata per tutti i pazienti sani, inclusi i bambini, pazienti con apparecchi ortodontici e pazienti con carie, gengivite, parodontite, mucosite perimplantare o perimplantite. Si utilizza anche nella prevenzione primaria di carie e parodontite in bambini e adolescenti. 

Vieni a scoprire la Terapia Guidata dal Biofilm nella nostra clinica con le nostre professioniste in igiene dentale. Un trattamento piacevole è il sogno di ogni paziente!