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Sensibilità ai denti? Ne soffre una persona su due

7 Set 2022

La sensibilità ai denti, o sensibilità dentinale come la definiscono gli odontoiatri, si manifesta con un’intensa sensazione di dolore nel momento in cui mettiamo in bocca cibi caldi, freddi, eccessivamente dolci oppure molto acidi. È un disturbo molto comune, infatti, si stima che una persona su due ne soffre e inoltre, può comparire e scomparire diverse volte amplificando ulteriormente questo fastidioso disagio. 

Che cos’è la sensibilità dentale

Per capire che cosa vuol dire soffrire di sensibilità dentale, occorre analizzare la struttura anatomica dei nostri denti. All’esterno troviamo lo smalto, ovvero un tessuto rigido e mineralizzato di colore bianco atto a proteggere il dente dalle aggressioni esterne (cibo, temperatura, batteri, ecc.). 

Al di sotto dello smalto vi è la dentina, ovvero uno strato giallognolo morbido e particolarmente sensibile, destinato a proteggere la polpa dentale e a fornire sostegno per la corona del dente. 

La polpa dentale infine, rappresenta il cuore del dente: è formata da numerose terminazioni nervose e vasi sanguigni e garantisce un adeguato approvvigionamento di sangue, ossigeno e nutrienti vari ai nostri denti. 

Nel momento in cui lo strato di smalto si assottiglia, ecco che la dentina viene esposta e subentra il disturbo di sensibilità ai denti. 

La dentina infatti è collegata alla polpa dentale tramite dei tuboli, ovvero piccoli tubicini microscopici, contenenti a loro volta numerose terminazioni nervose. Nel momento in cui queste ultime vengono sollecitate, ecco che subentra il fenomeno della sensibilità ai denti provocando dolori acuti e pungenti. 

Cause della sensibilità ai denti 

Le cause della sensibilità ai denti possono essere divise in patologiche o non patologiche.  Tra le cause patologiche più comuni troviamo: 

  • bruxismo: il digrignamento notturno dei denti, a lungo andare può usurare lo strato di smalto che mano a mano diventa sempre più sottile;
  • carie dentale: i batteri si spingono in profondità nel dente demineralizzando lo smalto e la dentina. Se non viene trattata tempestivamente, ecco che potrebbe innescare la reazione delle terminazioni nervose causando la sensibilità ai denti;
  • gengivite: l’accumulo di batteri nel cavo orale favorisce la formazione di placca e tartaro che nel tempo provocano un’infiammazione gengivale e quindi il sollevamento dei tessuti, esponendo così il colletto dentale particolarmente sensibile;

Mentre tra le cause non patologiche abbiamo:

  • recessione gengivale, dovuta ad uno spazzolamento troppo aggressivo e tecnicamente scorretto;
  • terapie odontoiatriche (ad esempio la detartrasi, ovvero l’ablazione del tartaro effettuata nella seduta di igiene orale professionale operata dall’igienista) e interventi di chirurgia parodontale che alterano la normale struttura dentale;
  • ipersensibilità fisiologica del paziente, ovvero quando la soglia del dolore è molto bassa;

Rimedi per la sensibilità ai denti 

Vi sono diversi metodi per contrastare la sensibilità ai denti, primo fra tutti il mantenimento di una corretta igiene orale quotidiana.

L’uso di uno spazzolino a setole morbide, adoperando una tecnica corretta e sopratutto, includendo l’uso del filo interdentale, aiuta ad eliminare i batteri e quindi a prevenire (o quanto meno a diminuire) il problema dell’ipersensibilità dentale. 

Dopodiché, almeno una volta ogni sei mesi, è fortemente consigliato effettuare una seduta di igiene orale professionale dal proprio dentista per una pulizia meticolosa del cavo orale, oltre che un’accurata visita per identificare preventivamente eventuali cause patologiche. 

In base alle cause scatenanti la sensibilità dentale, si può ricorrere anche a: 

  • utilizzo di bite antibruxismo, ovvero un dispositivo di gomma in grado d’impedire il digrignamento dei denti; 
  • uso di colluttori e dentifrici specifici, contenenti sostanze rimineralizzanti come ad esempio il fluoro e l’idrossiapatite, in grado di dare sostegno e nuova forza allo smalto danneggiato; 
  • applicazione di resine fluorate, in grado di sigillare i piccoli tubuli della dentina; 
  • impiego di dispositivi elettromedicali per stimolare la rimineralizzazione dei tessuti come ad esempio il laser e la ionoforesi
  • devitalizzazione dei denti sensibili, considerata comunque una tecnica drastica applicata solamente nei casi più gravi; 
  • interventi di chirurgia gengivale, nel caso il problema fosse conseguente ad una recessione gengivale, atta a fornire nuova copertura e protezione al colletto dentale. 

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